Inaugurata la mostra “Imparare a vedere per imparare a fotografare”

Inaugurazione Imparare a vedere per imparare a fotografare
Inaugurazione Imparare a vedere per imparare a fotografare
“Imparare a vedere per imparare a fotografare” una mostra che nasce da un laboratorio di fotografia e racconta la visione del mondo di sei giovani autori, che tramite il linguaggio fotografico ci aprono le porte alla loro vita e alle loro emozioni.

Inaugurata la mostra fotografica “Imparare a vedere per imparare a fotografare”, con fotografie di Alessandro, Dino, Francesca, Giulia B, Giulia P. e Luca, a cura di Gabriele Fiolo, martedì 8 novembre 2022 alle ore 18:30 presso la sede del Quartiere Savena in via Faenza 4 a Bologna, alla presenza di Cristina Ceretti Consigliera comunale a Bologna con delega alla famiglia, disabilità e sussidiarietà circolare e di Marzia Benassi Presidente del Quartiere Savena.

Un folto pubblico presente per vedere le storie che questi ragazzi hanno saputo raccontare. Presenti anche i fotoreporter giornalisti Mario Rebeschini e Pasquale Spinelli.

La mostra fotografica nasce da un laboratorio di fotografia dell’Associazione Fotografica Tempo e Diaframma APS, tenuto da Gabriele Fiolo e Cristina Ferri, che ha coinvolto 6 ragazzi di G.R.D. – Associazione genitori ragazzi down Bologna, all’interno del progetto “DIGITAL AZIONE SENZA PANICO, azione Sempre sul pezzo”.

Le fotografie, non sono il risultato di un semplice click, ma nascono da un processo molto più ampio che coinvolge il pensiero, il cuore e la capacità di vedere del fotografo. “Attimi fermati” che hanno la forza di suscitare emozioni, a volte anche profonde e coinvolgenti, e soprattutto in modo più immediato rispetto alla parola scritta o verbale. In una società in cui tutto scorre veloce, la fotografia che per sua natura è statica, diventa un rapido mezzo di comunicazione, per trasmettere messaggi, emozioni e sensazioni nell’animo di chi la guarda. La fotografia acquisisce quindi una sua capacita’ comunicativa, diventando un vero e proprio linguaggio universale. Secondo recenti studi vi è un progressivo allontanamento della comunicazione classica tramite la parola, a favore di una lettura, spesso anche superficiale, delle immagini. Di fatto le nuove generazioni mostrano un aumento della capacità di memoria visiva. Così, mentre i nostri nonni sapevano fare i calcoli a mente, i bambini e i ragazzi di oggi ricordano più facilmente a memoria film e immagini che hanno visto. Questo cambiamento in atto evidenzia ancor di più, l’importanza che assume, nella società attuale, l’immagine nella sua funzione di mezzo comunicativo. Il progetto “Sempre sul pezzo” non arriva a produrre quindi semplici fotografie, ma diventa un contenitore di racconti di vita, in cui soggetto e fotografo si mescolano, si uniscono per rappresentare un unico momento, in cui chi vive e chi racconta ripongono uno spicchio della loro anima in una fotografia. Henry Cartier-Bresson citava “Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore.” Ogni scatto è una scelta che il fotografo fa: l’inquadratura, l’esposizione, quale strumento da utilizzare, il punto di vista e tanto altro, scelte che nascono non solo dall’obiettivo che si vuole raggiungere, ma anche dalla propria storia, dal proprio passato e dalla propria esperienza di vita. In ognuna delle immagini che vedrete in mostra, troverete non solo la storia di una giornata di questi ragazzi, ma la loro volontà di espressione, il desiderio di raccontarsi e di comunicare e soprattutto percepirete le emozioni che volevano raccontare e l’entusiasmo con cui le hanno realizzate.

Gabriele Fiolo

Apprezzo molto il lavoro fotografico a cui Gabriele Fiolo ci ha abituati ormai da anni: il suo punto di vista sulla disAbilità non è mai pietistico e rappresenta il mondo così come a noi si mostra. Anzi, ci aiuta a far uscire dal cono d’ombra tante storie e voci e ci fa vedere le cose in un modo nuovo. È un inno alla vita che è diversità e pluralità. È ricerca costante della dignità delle persone. Fiolo ci dice, con le sue fotografie, che il mondo della disAbilità ha molto da insegnarci. Ad esempio ci insegna che la vera felicità è possibile in ogni corpo e la pazienza può attraversare quasi tutte le esperienze della giornata. In particolare le persone con disabilità sono bravissime a mostrarci una cosa che spesso dimentichiamo: la lentezza non è un rallentare o fermarsi, è un movimento diverso che parte da dentro di noi. Tutti noi viviamo in un mondo troppo veloce, dove il tempo sembra via via contrarsi, siamo continuamente connessi, iper-sollecitati dalle immagini, in una frenesia visiva e cognitiva, la nostra, dai tratti spesso patologici. I protagonisti di queste fotografie, che si sono autofotografati e fotografati tra loro, ci riconsegnano invece una relazione con il tempo rinnovata e ci invitano a guardare le cose semplicissime di tutti i giorni con uno sguardo più ampio. Vi invito quindi a prendervi il tempo giusto per vedere la bellezza e la dignità dentro alle fotografie di questa mostra, perché sorreggono Bologna nello sforzo collettivo di guardare la città sempre con occhi diversi e nuovi.

Cristina Ceretti – Consigliera delegata alla disAbilità, Famiglia,
Sussidiarità circolare comune di Bologna

Grd Bologna aps è nata nel 2005, e negli anni la collaborazione con Ausl, con comuni ed enti del territorio ci hanno fatto incontrare molte persone ed ampliare la nostra offerta di attività per ragazzi con disabilità, ma per presentarci preferisco partire dai nostri sogni per farci conoscere meglio . Ecco da mamma di ragazza con disabilità, da presidente e responsabile di tanti progetti vi assicuro che ciò che fa agire è appunto un sogno, che i nostri figli come tutti i figli siano FELICI, possano realizzare al meglio i loro desideri sviluppando tutte le potenzialità. Si perchè uno stigma frequente è associare una persona con disabilità alla infelicità, perché se ha una disabilità , le manca una abilità e non potrà… ecc. Ebbene, la realtà resta: i nostri soci sono principalmente bambini, giovani con una disabilità intellettiva data da molte cause, ma sono persone prima di tutto, ricche, piene di valore, e non hanno una individualità data dalla loro disabilità. Per agevolare ciò, come Grd Bo, organizziamo tante attività che portino i nostri giovani nella vita della comunità in cui vivono, mostrandosi mentre fanno, sono cittadini attivi, adeguati in molte situazioni, e simpatici . Ed in questa molteplicità di rete abbiamo avuto la fortuna di incontrare il famoso Mario Rebeschini, e con lui una splendida realtà di Tempo e Diaframma con Gabriele Fiolo e Cristina Ferri che ci hanno accolto con serenità ed entusiasmo e costruito per noi questa esperienza! Grazie di cuore!!

Antonella Misuraca- Presidente GRD Bologna

C’era una volta… La storia che vi stiamo per raccontare è ambientata in Via Cesare Abba, un microcosmo di vita dove si intrecciano culture diverse, si incontrano sguardi, si costruiscono relazioni di vicinato: un’area di melting pot nella periferia di Bologna che si snoda tra i caseggiati di edilizia popolare. Questa zona, nel tempo è stata oggetto di numerosi progetti del Comune di Bologna con l’intenzione di rivitalizzare un territorio che, spesso a causa alla crisi economica, ha visto molte attività commerciali abbassare definitivamente le serrande. L’obiettivo è offrire servizi di prossimità agli abitanti, realizzare iniziative di socializzazione e animazione territoriale, favorire l’integrazione e la partecipazione prestando una particolare attenzione alle fasce più deboli: anziani, adolescenti, migranti, famiglie in situazione di fragilità, persone con disabilità. Nel 2021 uno di questi piccoli negozi viene affidato a “Tempo e Diaframma”, un’associazione culturale che si occupa di fotografia e che decide di contribuire a migliorare il benessere sociale mettendo le proprie conoscenze a disposizione degli abitanti. Prende vita quindi la collaborazione tra l’associazione e la comunità che cresce e che porta al felice epilogo di questa storia: la nascita di nuove idee e nuovi progetti artistici. Da qui nasce il laboratorio che porta alla mostra “Imparare a vedere per imparare a fotografare”.

Marzia Benassi – Presidente Quartiere Savena

Gabriele Fiolo: Fotoreporter (AIRF) e giornalista, Art Director dell’Associazione Fotografica Tempo e Diaframma APS. Sue esposizioni in prestigiose sedi in Tanzania, Zanzibar, Kenia, Belgio, Spagna e Italia.

La mostra è stata realizzata con il patrocinio del Quartiere Savena e in collaborazione con G.R.D. – Associazione genitori ragazzi down Bologna.

Si ringrazia chi ha creduto nell’idea e sostenuto l’intero progetto: La Regione Emilia Romagna Progetto DIGITAL-AZIONE SENZA PANICO DGR 1826 2020 azione “Sempre sul Pezzo”, Associazione Amici di Tamara e Davide ODVDSM DP di Bologna progetto Prisma 2022 Benessere, Inner Wheel Club di Valsamoggia Terre d’AcquaVolaboWTKGHappy Hand.

La mostra sarà visitabile dal 8 novembre al 25 novembre durante gli orari di apertura della sede. Ingresso gratuito.

Un ringraziamento a quanti hanno partecipato, soci e amici.

Di seguito alcune immagini dell’inaugurazione. Foto di Elio Tedeschi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Related Posts
Condividi